Il problema che il progetto affronta

L’uccisione illegale di uccelli selvatici protetti dalla Direttiva Uccelli e dalle legislazioni nazionali è un fenomeno ancora diffuso in varie regioni europee, dove è spesso considerato poco importante e, in taluni casi, persino accettabile. E’ quanto accade, ad esempio, in alcune aree di Italia, Spagna e Grecia.

Ciò è dovuto in gran parte alla mancanza di (sufficiente) consapevolezza del problema nelle autorità pubbliche, nelle comunità locali e tra i cittadini in generale. Inoltre, non sempre, a livello locale, le persone sono consapevoli della normativa vigente e dell'importanza di quella parte cruciale della biodiversità europea costituita dagli uccelli selvatici. Talvolta, le stesse forze dell'ordine sono poco consapevoli del problema a livello locale oppure non dispongono di tecniche specifiche per affrontare efficacemente la questione


Italia

Il bracconaggio agli uccelli migratori ha una lunga storia nel sud ovest della Sardegna (Sulcis), dove il divieto esistente dal 1939 non è mai stato sufficientemente applicato. Gli uccelli principalmente colpiti sono i Tordi, catturati con una serie di diversi dispositivi illegali quali lacci, trappole e reti, per poi finire allo “spiedo” (le “grive”, così come sono conosciute a livello locale). Le grive vengono vendute ai mercati, ai ristoranti locali oppure offerte come dono “prezioso” in occasioni speciali. Il picco delle catture, che vanno comunque avanti da settembre a marzo, avviene nei mesi di ottobre, novembre e dicembre, sebbene sia possibile trovare trappole, lungo i sentieri boschivi, per tutto l'anno.

Si stima che 300.000 uccelli vengano uccisi illegalmente annualmente; una media di 18.000 trappole (tra il 2005 e il 2010) sono state rimosse ogni anno dalla LIPU in collaborazione con le forze dell’ordine. Il Sulcis, dove si concentra l’attività illegale, è un sito molto importante per la migrazione dei merli e del Tordo bottaccio. La maggior parte dei bracconieri sono persone locali che seguono una 'tradizione', che fornisce piccoli redditi e che dunque è talvolta favorita anche dalla mancanza di opportunità occupazionali.


Grecia

Il bracconaggio durante la migrazione primaverile si svolge da decenni nelle Isole Ionie, più intensamente a Zacinthos, Strofadia, Corfù, Paxi e Othonoi.

Quest’attività illegale è profondamente radicata nella cultura locale e rappresenta anche un vantaggio economico, considerato che le aree vengono affittate a caro prezzo durante la primavera, in particolare nelle settimane tra la fine di marzo e l'inizio di aprile. L'attività illegale nelle Isole Ionie è particolarmente grave: 15.000 sono i colpi di arma da fuoco che si arriva a sparare durante una singola giornata.

La specie più colpita è la Tortora selvatica, il cui stato di conservazione è 'sfavorevole' nell’Unione eruoepa, con un trend negativo causato da distruzione di habitat, livelli insostenibili di sfruttamento e uccisioni illegali. Il bracconaggio primaverile colpisce anche aironi e numerose specie di rapaci migratori. I controlli sul bracconaggio nelle isole Ionie, che nel 2010 hanno condotto a sette arresti, non sono sufficienti. Mai i ”tiratori”, che raggiungono le centinaia, sono stati effettivamente multati.


Spain

Un numero significativo di uccelli selvatici (una media di 120.000 a 430.000, ma in alcuni anni fino a 2 milioni) sono uccisi illegalmente in Spagna ogni anno. Tra loro, specie rare o protette con stato di conservazione sfavorevole. Una delle attività illegali più diffuse è il parany [pronuncia: paragn]: gli uccelli vengono catturati quando atterrano sugli alberi appositamente potati e impregnati di calce, in modo da farli cadere a terra. Particolarmente colpiti sono i Tordi ma anche molte altre specie sono catturate. Fino al 30% delle specie di uccelli catturati sono protetti dalla legge e non catturabili.

I bracconieri sono attivi soprattutto di notte, durante la migrazione autunnale e in particolare durante il fine settimana e le vacanze. Ogni autunno, centinaia di migliaia di uccelli sono uccisi in più di 2.000 parany illegali distribuiti nelle regioni di Castiglia, a nord di Valencia, Tarragona, a sud e sud-est di Aragona coinvolgendo 3-6.000 persone.

In queste regioni, fino a 1,5 milioni di uccelli vengono uccisi in poco più di un mese. Negli ultimi anni il numero di parany è aumentato, ma le sanzioni per i bracconieri sono diminuite e le autorità locali non intervengono in quanto quella dei parany è considerata una “attività tradizionale”.

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